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| Cenni storici |
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a cura di Elvezio Mussi

La chiesa parrocchiale
Il terribile morbo della peste del 1630 fece vittime ovunque, anche nel
nostro paese. Tra le tante, ci fu un certo Ambrogio degli Agostoni, il quale, nelle sue ultime volontà,
lasciava eredi il parroco di Veduggio, don Maurizio Mauri, e la scuola del SS.Sacramento di alcune
pertiche di terreno. Si può pensare che forse da qui sia sorta l'idea di costruire una nuova chiesa. La
vecchia chiesa, infatti, si era resa insufficiente a contenere l'accresciuto numero di fedeli. Si
chiamò, pertanto, Francesco Maria Richini (o Richino), distinto architetto milanese, una delle
maggiori personalità dell'architettura secentesca lombarda, al quale si affidò il compito di stendere
il disegno del nuovo tempio. Si era nel 1642.
Promotrice della nuova costruzione fu la nobile
famiglia Cazzulani. Si formò a tale scopo un comitato, quasi tutti sacerdoti, di cui don Domenico
Cazzulani, "pio benefattore che si prese cura della costruzione dalle fondamenta di questa chiesa",
era il tesoriere. Don Cazzulani muore il 29 maggio 1684 e, nel suo testamento, lascia scritto: "Ho
disposto e dispongo che siano date 600 libbre imperiali alla venerabile fabbrica della chiesa di
S.Martino in Veduggio e che sia sciolto l'impegno ogni anno, dal giorno della mia morte in avanti,
finché la detta chiesa non sia portata a termine, secondo la fabbricazione incominciata e i disegni
esistenti". Don Cazzulani fu sepolto presso i cancelli della cappella dedicata alla Vergine e, nel
1744, sopra la sua tomba fu posta una lapide, a perpetua memoria del generoso benefattore. Nel
1981, durante i lavori di rifacimento del pavimento della chiesa, furono trovate molte ossa tra cui
quelle di don Domenico Cazzulani, unitamente ad una parte della sua corona del rosario, ora
esposta in un quadretto come reliquia preziosa. La chiesa fu poi ampliata, come si legge nel "liber
chronicus", dal parroco don Carlo Maria Colombo nel 1934.
Ad aggiungere prestigio alla chiesa veduggese e ad accrescerne i già rilevanti pregi artistici: (la
bellezza architettonica, i tesori d'arte del XVII-XVIII secolo presenti, i preziosi paramenti e i vasi
sacri, gli antichi reliquiari ivi custoditi), fu il grande pittore Giovanni Segantini (1858 Arco di
Trento / 1899 Schafberg), che soggiornò in Brianza negli anni 1881-1885 e qui, certamente a
Veduggio, realizzò il quadro, olio su tela, dal titolo "a messa prima", che ha un'avventurosa storia
narrata da Annie Paule Quinsac. Originariamente il quadro rappresentava una ragazza madre, derisa
da tre frati francescani, mentre scende i gradini della chiesa con un libro di preghiera in mano. E il
titolo dell'opera era "i commenti maligni". Ma l'opera venne poi rielaborata e trasformata
dall'artista. La figura della donna diventò quella di un prete che, al primo chiarore del giorno, sale
curvo e pensoso la gradinata che porta alla chiesa, e i tre frati vennero incorporati nel disegno d'una
voluta che è parte stilistica dell'architettura barocca del complesso. A Veduggio, in via Vittorio
Veneto, una lapide, murata nel 1958, ricorda la dimora e l'opera del celebre pittore.
(Fonti storiche e bibliografiche: "Documenti" citati nel testo / "Veduggio-Storia della Parrocchia" / E.Mattavelli / 1993 / "Cronaca di Veduggio" / A.Benini / 1985)
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